Quando ho deciso di scrivere la seconda edizione di Affiliate Marketing ho dedicato una buona parte del testo anche alle imprese, perché la disciplina che dà il titolo al libro è sempre più adottata in alcuni contesti aziendali, ma con poca informazione. Un’azienda ha bisogno di vendere i propri servizi o prodotti sia direttamente sia in modo indiretto, facendo branding awareness. In genere se ci si affida a qualche professionista e si richiedono espressamente le performance, che si tratti di un growth hacker o un’agenzia di marketing, inevitabilmente viene proposto come soluzione il “performance marketing”, nella forma dell’affiliate marketing. Perché, diciamolo in tutta onestà, chi non vorrebbe pagare solo per i risultati ottenuti?

La consapevolezza necessaria

 

Lavorare con l’affiliate marketing richiede un certo livello di consapevolezza da parte dell’azienda, che diventa in quel momento un advertiser a tutti gli effetti: deve saper valutare gli asset proposti dagli affiliati, le fonti di traffico utilizzate, l’uso del brand, il reale costo di acquisizione del prodotto o servizio, ma soprattutto deve saper gestire la rete di affiliati. Gli affiliati sono dei venditori a tutti gli effetti che mettono a disposizione dell’advertiser le proprie competenze e guadagnano sulle vendite portate al suo advertiser, oppure per una generazione contatti o visite al sito web (dipende dal funnel dell’azienda). Ma per avere degli affiliati disposti a promuovere a performance è di fondamentale importanza saperli gestire, allo stesso tempo offrendo loro i migliori materiali pubblicitari e le commissioni più vantaggiose.

 

Creare una rete di affiliazione

 

Creare una rete di affiliazione interna richiede una grande competenza in termini di gestione e conoscenze tecniche per garantire l’affidabilità del programma di affiliazione e la qualità dei materiali pubblicitari offerti. Come avrai potuto intuire il vantaggio è avere una rete di vendita che lavora a performance. Lo svantaggio è la gestione. Ma quest’ultimo problema è risolvibile. Il primo approccio bisognerebbe averlo con delle piattaforme di affiliazione o network di affiliazione, come AffiliatePRO (affiliatepro.it), Awin (awin.com), Tradedoubler (tradedoubler.com), Tradetraker (tradetracker.com), FinanceAds (financeads.com, in caso il tuo prodotto/servizio fosse di natura finanziaria), per capire se il prodotto o servizio potrebbe aver mercato.

 

Come sai che il tuo prodotto può essere venduto in affiliazione?

 

Non tutti i prodotti o servizi possono essere venduti in affiliazione, quindi devi capire se il tuo ha i requisiti per proporlo con questo canale. Per esempio, un prodotto che costa all’utente finale meno di 100€ e ha un margine basso di ricavo, tipo il 6-7%, potrebbe non trovare molto spazio su fonti di traffico a pagamento: i costi di piattaforma sono in aumento del 20% ogni anno, vista l’elevata competizione. Magari potrebbe essere venduto su blog che hanno un posizionamento organico per la categoria del prodotto, ma non si parla di scalabilità e di vendite eccezionali. Se si creano le giuste condizioni – incentivi, ottime landing page e possibilità di crescita – probabilmente si può arrivare a qualche affiliato disposto a promuovere, altrimenti è una strada da evitare. Con margini più alti, dal 20% in su, il prodotto o servizio può essere venduto anche dai social network (se non appartiene a categorie escluse per policy); creando un piano commissionale adeguato per l’affiliato, sicuramente si hanno possibilità di crescita.

 

Qualche dato

 

Negli ultimi anni un numero sempre maggiore di aziende si è avvicinato all’affiliate marketing: l’81% dei brand si avvale di programmi di affiliazione. Il 16% degli ordini online è stato fatto grazie all’affiliate marketing. Basti pensare a siti come Amazon, Booking, Dropbox, SiteGround ecc. che utilizzano da anni la propria rete affiliati per vendere online; ma anche brand come Nike, TIM, Banca Sella, Barilla, Nestlé, P&G e migliaia di brand noti ogni giorno, attraverso centri media, arrivano all’utente finale per mano di affiliati professionisti.

 

I diversi programmi di affiliazione

 

Partiamo da una distinzione:

  • Nel caso di programma di affiliazione diretto l’azienda ha la propria piattaforma di affiliazione, trova gli affiliati e li gestisce internamente.
  • Nel caso di programma di affiliazione indiretto l’azienda si affida a una o più piattaforme di affiliazione che hanno già la propria rete di affiliati e regolano tutte le transazioni per mezzo della piattaforma scelta.

Negli ultimi anni molte aziende, visti i costi di acquisizione sempre più elevati, stanno investendo nella lead generation, cercando di ottenere utenti interessati che si trasformeranno nel breve termine in clienti (ma anche a lungo termine, attraverso un processo di follow up). Investono così sui dati. Il mio consiglio, da conoscitore del settore, è questo: prima di arrivare all’affiliate marketing per la propria azienda è necessario creare una strategia e fissare degli obiettivi con il giusto costo. Ogni prodotto o servizio ha la sua unicità, per quanto si possa replicare il successo di altri advertiser comunque richiede una strategia unica, altrimenti si rischierebbe di emulare quella di altri e diventare automaticamente secondi.

 

Non cadere nella tentazione delle truffe con l’affiliate marketing

 

Le affiliazioni possono essere un’ottima opportunità: gli affiliati professionisti, per esempio, renderanno il marketing invisibile agli occhi dell’utente, proponendo il prodotto come un’opportunità e non come pubblicità (invasiva, fastidiosa). Selezione e controllo degli affiliati sono fondamentali, onde evitare di coinvolgere truffatori che agiscono unicamente per operare vendite selvagge ai danni dell’utente, ragionando solo in base ai profitti. Qualche azienda potrebbe essere tentata di far finta di nulla e appoggiare indirettamente pratiche scorrette di affiliati per vendere di più. È successo e succede ancora. Il risultato? Quando agenzie di consumatori, influencer e altri utenti portano alla luce tali trucchi, il brand ne viene distrutto. Per questo motivo è doveroso affidarsi a dei professionisti, è necessario conoscere tutte le dinamiche di questo settore e allo stesso tempo cogliere ogni opportunità che l’affiliate marketing offre.

 

Biografia

Affiliato professionista dal 2007, si colloca come Top Publisher in molti network di affiliazione. Ha realizzato svariati funnel per clienti diretti. CEO di AdSimple.

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BIBLIOGRAFIA

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