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Paolo Iabichino

Scrittore Pubblicitario e Direttore Creativo, Fondatore dell’Osservatorio Civic Brands con Ipsos Italia, Maestro Scuola Holden. Scrive pubblicità dal 1990. Si occupa di creatività e nuovi linguaggi nella costruzione di contenuti fuori e dentro la Rete.

Ha ideato il concetto di “Invertising” in un libro che è diventato un manifesto per un messaggio pubblicitario rinnovato e consapevole. Due volte giurato al Festival di Cannes, è stato scelto dalla Scuola Holden di Alessandro Baricco per essere il Maestro dei College dedicati alle narrazioni transmediali, story design e per i corsi Holden Pro riservati ai professionisti.

È stato tra le firme di Wired Italia e del mensile del No Profit Vita. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Emanuele Pirella come “comunicatore dell’anno”. Ha rivestito il ruolo di Chief Creative Officer di Ogilvy Italia ed è stato ai vertici di WPP, come EMEA Executive Creative Director per le agenzie digitali del Gruppo impegnate su tutti i brand FCA in Europa. 

Oggi si dedica a nuovi progetti di comunicazione, al servizio di realtà che sentono la necessità di voltare pagina, firmando strategie, progetti editoriali e di comunicazione per clienti come Altromercato, Camera di Commercio Milano, Parmigiano Reggiano, Rio Mare. Hoepli gli ha affidato la direzione editoriale della collana Tracce e con Ipsos Italia ha fondato l’Osservatorio Civic Brands, progetto editoriale e di ricerca che racconta l’impatto sociale di aziende e brand in Italia.

BIBLIOGRAFIA

#Ibridocene

La Nuova Era del tempo sospeso

#Ibridocene è un breve saggio che raccoglie le riflessioni a margine di una serie di dialoghi, condotti da Paolo Iabichino in pieno lockdown e chiusi insieme a Luciano Floridi, che qui fornisce un vademecum per l’età ibrida, attorno al tempo sospeso e carico di contraddizioni che chiunque di noi sta vivendo. Gli ultimi anni sono stati quelli di un’età di mezzo che ha superato la fluidità del postmoderno, per affacciarsi su un contemporaneo difficile da decifrare e definire. La pandemia ha accelerato un guado che si era ormai reso urgente e necessario, ma non possiamo affidarci alla famigerata “nuova normalità”. Il nuovo tempo richiede uno sforzo inedito, quello della convivenza tra poli che fino a qualche tempo fa sembravano essere contrapposti. Siamo di fronte a un bivio antropologico: da una parte il ritorno alle strade già battute, dall’altra un sentiero decisamente inesplorato dove ci sono solo pochissime tracce, quelle di chi sta provando a mostrare rotte misteriose, ma ricco di nuove opportunità. #Ibridocene focalizza l’attenzione sui temi della tecnologia, che, ovviamente, deve fare i conti con i criteri dell’empatia, ma ci sono anche il linguaggio, il nuovo modo di stare sul mercato e di fare comunicazione, e non ultima l’attenzione che ciascuno di noi deve porre al proprio gemello digitale, incastrato dentro una soglia fatta di atomi e bit.

EXISTENTIAL MARKETING

I consumatori comprano-Gli individui scelgono

In una società senza direzioni non si possono più dare nuovi nomi a vecchi comportamenti. Per mantenere efficace la comunicazione di marca è fondamentale un vero e proprio cambio di paradigma. Quello proposto dagli autori si basa sull’individuazione di nuove narrazioni che, rispondendo a criteri di autenticità per i diversi pubblici, possono avere un potenziale di trasformazione esistenziale. Perché ormai i brand sono sempre più chiamati ad agire all’interno di contesti socio-culturali che non sono più la semplice scenografia delle proprie matrici narrative, ma diventano parte stessa del racconto di marca, per impattare positivamente sulla collettività. Questo nuovo indirizzo strategico per la comunicazione d’impresa e il marketing si delinea a partire da un’analisi del cambiamento sociale, in atto dai primi anni ’90, che mette in crisi il tradizionale approccio pianificatorio delle discipline in questione per abbracciare una nuova tensione creativa, in cui marche, pubblico e società si ritrovano all’interno di un circolo virtuoso win-win.