In Google Ads agile ho descritto e ribadito un concetto fondamentale in tema di campagne di annunci: Google si sta chiaramente spostando verso account sempre più automatizzati e, se un’ottimizzazione automatica completa ed efficace non è ancora arrivata, è già possibile creare campagne che reagiscono automaticamente alle attività della concorrenza e mantengono alte prestazioni senza grandi interventi manuali. Fin da quando ho realizzato la mia prima campagna (più di 15 anni fa) ho sempre cercato questo Sacro Graal del PPC. Questo è ciò che ho trovato lungo la strada per raggiungerlo.

I primi passi per impostare campagne Google Ads auto-ottimizzanti

 

Per ottimizzare automaticamente il tuo account, devi disporre di una struttura di annunci che sia in grado di intercettare anche query a cui non hai pensato inizialmente.

Campagne basate su gruppi che comprendono un solo termine in corrispondenza esatta ed escludono tutto il resto, quindi, si possono fare solo in accoppiata ad altre più flessibili, e solo quando le ricerche degli utenti sono concentrate su pochi termini iper-competitivi che assorbono la maggior parte del budget, per cui non si riescono a ottenere punteggi di qualità decenti in nessun altro modo. Molto meglio fare gruppi di annunci fortemente tematizzati, basati su poche parole chiave di coda lunga (sinonimi quasi perfetti) con corrispondenza a frase, o usare annunci di ricerca dinamici controllando periodicamente le query degli utenti reali per escludere ricerche non correlate con parole a corrispondenza negativa.

Per quanto riguarda la gestione delle offerte e il monitoraggio degli obiettivi, una vera campagna auto-ottimizzante non può essere basata su CPC manuali, ma solo su offerte a CPC ottimizzato, massimizza-conversioni o valore delle conversioni, CPA o ROAS. Non esiste una strategia di bidding più efficace delle altre in tutte le condizioni e per tutti i mercati. Basta infatti che subentri un periodo di festa o una stagionalità imprevista e naturale (per cui non si possono preimpostare delle correzioni prevedibili) e l’efficacia del sistema salta in poche ore.

Il passaggio a qualsiasi strategia diversa dal CPC ottimizzato richiede diverse conversioni giornaliere (altrimenti peggiorerà il rendimento), mentre il CPC ottimizzato è più flessibile, ma richiede un maggiore controllo nel tempo. Se non stai monitorando tutti i tuoi obiettivi online, stai utilizzando Google Ads a una frazione della sua potenza. Se non ne hai abbastanza, dovresti considerare di aggiungere conversioni comportamentali (che avvengono prima delle vere e proprie conversioni che ti pagano lo stipendio a fine mese).

 

Investire al meglio il budget in una campagna Google Ads

 

Un’altra caratteristica fondamentale delle campagne di ottimizzazione automatica è l’equilibrio tra budget e costo giornaliero totale reale.

Se stai spendendo il massimo ogni giorno, stai lasciando che Google Ads decida per quali keyword o criteri di targeting display mostrare i tuoi annunci. In altre parole, stai probabilmente perdendo parte delle tue impressioni più importanti, mentre dovresti coprire tutti i picchi di traffico delle tue chiavi/posizionamenti con il rendimento migliore. I picchi potrebbero derivare dalla stagionalità, o dalle campagne dei tuoi concorrenti, o chissà da cosa (e anche chi se ne frega)! Se nel corso del tempo hai selezionato attentamente le parole chiave e i criteri che convertono, devi solo fare in modo che i loro CPC siano tali da rimanere nel budget giornaliero per essere sicuro che tutti i potenziali visitatori vedranno effettivamente i tuoi annunci.

Oltre al controllo regolare delle query degli utenti reali che hanno attivato annunci, un’altra attività di manutenzione che non può essere ancora delegata alla piattaforma è l’aggiunta di nuove varianti ed estensioni (tutte :-), tutte le volte che puoi. I gruppi senza annunci adattabili o con poche varianti richiederanno molto più tempo e sforzi manuali per trovare i setup migliori per ogni dispositivo. Lasciare attivi alcuni annunci apparentemente poco performanti non influisce davvero sulle nostre campagne, perché la piattaforma indirizzerà rapidamente il loro traffico su annunci più performanti. E se non lo fa glielo faremo fare per forza 😉

E se qualcosa va storto? Ecco come accorgersene

 

Infine, ci sarà bisogno di alcuni avvisi automatici per inviarti un’e-mail se qualcosa va storto e devi correggerlo. Il primo dovrebbe verificare la mancanza di impressioni in campagne / gruppi attivi. È abbastanza semplice impostarlo con regole automatizzate e individuerà tutte le interruzioni indesiderate dovute a problemi di pagamento o CPC troppo bassi.

Il secondo, e più importante, dovrebbe essere correlato al calo delle conversioni. Ancora una volta puoi impostare facilmente una regola automatizzata a livello di campagne o gruppi (oppure di intero account in Google Analytics).

Ecco servita una campagna che si auto-aggiusterà sulle condizioni di stagionalità e concorrenza, e quando non lo farà ci darà modo di intervenire per correggere la situazione manualmente.

Profilo Autorə

Esperto di campagne Pay Per Clic, ha creato ADworld Experience. Nel 2014 ha ideato una metodologia di ottimizzazione delle campagne PPC, brevettata nel 2016 negli USA.

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BIBLIOGRAFIA

 

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