Dopo l’esperienza di successo con Airbnb e la mia casa a Milano, iniziata nel 2014, ho deciso di condividere le mie conoscenze nel manuale Fare business con l’home sharing per aiutare chi inizia l’avventura di mettere a reddito la propria casa, riducendo al minimo errori banali e perdite di tempo. Ero molto soddisfatta della gestione fino all’arrivo della pandemia, perché da lì in poi le cose sono cambiate radicalmente e per diversi mesi la casa è rimasta inutilizzata. Nel lockdown ho avuto modo di seguire molti workshop e meeting organizzati dagli esperti del settore extra alberghiero, di farmi un’idea su cosa avrei cambiato alla ripresa e quali alternative si prospettavano all’orizzonte. Non riuscivo ad assistere con le mani in mano: capire, reagire ed essere pronta erano le mie priorità.

L’impossibilità di mantenere gli eventi fieristici, di spettacolo, d’arte e sportivi in calendario, unita alla chiusura delle frontiere, ha azzerato l’afflusso di turisti e businessman dall’estero nelle principali città italiane. L’incertezza sull’andamento della pandemia ha fatto cancellare i viaggi e le prenotazioni ovunque, e molti alberghi hanno temporaneamente chiuso. Annullate o quasi le attività collegate come tour guidati, escursioni, visite musei e noleggi.

L’estate 2020 ha visto le località turistiche frequentate in massima parte da italiani, che hanno scelto la staycation e la riscoperta di vacanze tranquille, in isolamento. Lo smart working ha permesso di lavorare al di fuori delle metropoli, in situazioni immerse nella natura e con la famiglia al seguito; quindi le città d’arte e di business hanno sofferto dal punto di vista dei soggiorni brevi, le località di vacanza meno. La situazione da ora in poi sarà più o meno cristallizzata fino a quando ritornerà a esserci un flusso più regolare di turisti, perché sono state confermate poche fiere in autunno e mancheranno i travellers dall’estero, mentre molti eventi live sono convertiti in digital experience.

Le azioni necessarie in questo momento storico

 

Ed ecco quanto ho imparato e assimilato per il riavvio dell’home sharing nel contesto new normal. Sono 10 azioni concrete che ho già applicato nella gestione del mio progetto di affitto a breve termine. Il risultato è stata la prenotazione della casa per quattro mesi, da settembre a dicembre, da parte di una coppia di italiani.

1. Aggiorna e attualizza l’annuncio

 

Questa è l’occasione per rivedere testi e descrizioni, in modo da rispondere alle nuove esigenze dei turisti post COVID-19. Per esempio: sottolinea che la casa ha un ingresso autonomo che evita il passaggio in aree comuni, piuttosto che inserire il solito “è dotata di tutto quanto serve per lavorare da remoto” o “ha un terrazzo attrezzato con tavolo e sedie”. Adegua i termini di cancellazione, che dovranno essere il più indulgenti possibili e senza penali, per rassicurare gli ospiti su una possibile evenienza che li obblighi a cancellare. Applica sconti per periodi lunghi (una settimana, un mese, sei mesi). Imposta il self check-in e chiedi in anticipo i documenti di identificazione. Valorizza il tutto con un ottimo servizio fotografico professionale.

2. Impara a fare le “nuove” pulizie di casa

 

Non è un capriccio, la casa pulita e sanificata secondo le procedure garantisce la salute degli ospiti e di chi si occupa di fare i cambi. I portali hanno redatto delle regole e Airbnb chiede di sottoscrivere l’autocertificazione. Ci sono alcune accortezze da avere, ma non sono nulla di troppo complesso, e l’uso di alcool e candeggina come indicato dal ministero della Salute non incide in modo drammatico sul costo finale. Tra l’altro si tratta di suggerimenti utili da applicare anche in casa propria.

3. Installa un sistema per il self check-in

 

Oggi è molto apprezzato, perché limita i contatti tra le persone oltre a dare maggiore flessibilità all’ospite. Per l’host è un metodo sicuro perché si può cambiare il codice a ogni soggiorno. In questo caso ricordati di mettere a disposizione un manuale della casa (di cui ti fornisco un modello) molto ben dettagliato per tutte le informazioni che non darai di persona.

4. Fai un’accurata analisi dei costi

 

Sai esattamente quanto ti costa mantenere una struttura ricettiva extra alberghiera? La risposta stimola a cercare soluzioni più economiche o a adottare sistemi per risparmiare sui consumi. Ogni risparmio può tradursi in uno sconto per invogliare gli ospiti a prenotare, mantenendo la marginalità uguale a prima. Per aiutarti in questa riflessione usa il modello Excel che ho preparato e spiegato dettagliatamente nel mio manuale.

5. Prepara la zona ufficio

 

È bene prevedere d’ora in poi una zona lavoro dove il tuo ospite possa lavorare comodamente con il suo laptop, in una postazione confortevole e luminosa; un angolo tranquillo con una sedia da ufficio, una lampada adeguata a lavorare anche di notte, connessione Wi-Fi veloce, magari una stampante, smart TV con Netflix, una macchina per il caffè. Sto pensando, per esempio, a chi lavora molte ore di fila e poi stacca per godersi la località che ha scelto. Questa offerta renderà appetibile la tua casa anche ai nuovi target: i cosiddetti nomadi digitali.

6. Conosci le tipologie di contratto

 

Se scegli di locare la tua casa per un periodo lungo devi sapere qual è la migliore formula contrattuale da proporre: ti consiglio di valutare con un esperto e di sceglierla in base a chi sono i due contraenti, se persone fisiche o persone giuridiche, anche per i risvolti fiscali. Ne esistono di vari tipi: contratti di affitto a canone libero, a canone concordato, contratti di affitto transitorio, affitto a studenti universitari, affitto turistico.

7. Esplora le piattaforme

 

Proprio in questo periodo stanno nascendo diversi portali italiani di prenotazione che offrono il vantaggio di un fee ridotto per l’host e rappresentano un’alternativa (o un complemento) alle maggiori OTA. Alcune sono specializzate in affitti a medio-lungo termine, e conoscerle può diventare un’utile alternativa; altre sono specializzate in target che fanno turismo rispettoso dell’ambiente, dell’economia e delle comunità locali.

8. Rendi green e pet friendly la casa

 

Questo è un trend che si sta sempre più affermando e che è richiesto, perché una casa ecosostenibile è rispettosa dell’ambiente e perché sempre più si viaggia con gli animali al seguito. Sono, oltre che azioni pregevoli, punti di differenziazione della tua offerta.

9. Cura la formazione e l’aggiornamento

 

Per essere pronti a reagire a qualunque evento esogeno nel mercato, è fondamentale tenersi aggiornati con corsi di formazione specifica, che si tengono presso associazioni e scuole specializzate nell’extra alberghiero. Oppure seguire un blog che tratti queste tematiche, perché la normativa che disciplina le strutture ricettive extra alberghiere è in costante mutamento e spesso non è così chiara nell’interpretazione.

10. Non restare solo/a

 

Partecipare alle attività di gruppi di host o community sui social network aiuta a non sentirsi soli, a risolvere piccoli problemi di gestione e a prendere le decisioni con più consapevolezza. La figura dell’host è poco riconosciuta ,ma è un attore con un ruolo decisivo per la promozione del turismo locale e il sostegno dell’economia di quartiere. In alcune città ci sono associazioni non profit per sostenere e rappresentare gli host, mantenendo un dialogo aggiornato su normative e fornitori e creando un dinamico network.

 

Spero di averti trasferito un po’ del mio entusiasmo e di proattività. Ricordati che “crisi” di per sé non ha mai un’accezione negativa: significa dover fare una scelta. Per chi sa prendere le decisioni è davvero un sinonimo di opportunità!

 

Biografia

Dopo una carriera nel marketing di grandi aziende multinazionali, decide di dedicare più tempo ed energie a una nuova passione, nata per caso: l’home sharing di un appartamento di proprietà. Entra nella community milanese degli host Airbnb e partecipa a eventi a tema, diventando sempre più esperta. Nel 2017 diventa socia fondatrice dell’associazione OspitaMI e si occupa dei corsi di formazione e della comunicazione. Ora lavora nel settore delle tecnologie digitali applicate al marketing e coltiva la passione per la sharing economy, l’innovazione nel turismo e le piattaforme collaborative.

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BIBLIOGRAFIA

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