Saremo protagonisti e partecipi di una nuova e significativa rivoluzione digitale dalle proporzioni molto simili a quelle dell’ormai lontano avvento di internet. 

In questo breve contributo ti proporrò alcune riflessioni sul ruolo che il content marketing potrà ricoprire nel percorso che ci condurrà nel metaverso.

Dopo i primi spoiler ufficiali della scorsa estate, si è tornati a parlare del tema del metaverso in occasione della conferenza stampa di Mark Zuckerberg di fine ottobre, in cui è stata presentata Meta.

Realtà, quest’ultima, a cui sarà affidato il compito di traghettare milioni di utenti dalle attuali app del gruppo alla nuova dimensione del web.

Il CEO di Facebook ha rivelato parte dei suoi ambiziosi progetti, prospettando l’opportunità di sperimentare con il metaverso nuovi stili di vita, esperienze d’acquisto e di relazione. Ha già annunciato, inoltre, un imponente campagna di acquisizione di talenti, competenze e risorse umane per il quale attingerà da tutta Europa. L’obiettivo è di inserire circa 10.000 professionisti da qui ai prossimi cinque anni, tempo stimato per lo start completo.

Che cos’è il metaverso

Wikipedia dice che il “Metaverso (in inglese Metaverse) è un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash (1992), libro di fantascienza cyberpunk, in cui è descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar”.

Grazie alla realtà aumentata che sovrappone, o meglio integra, i contenuti e le informazioni digitali al mondo fisico, potremo vivere delle esperienze tali per cui sembrerà di essere effettivamente lì sul set.

Guardando alla corsa delle big company tech è facile intuire che non esisterà un unico metaverso.

Quella che probabilmente sarà unica e autentica sarà la nostra identità virtuale, che potremo utilizzare con continuità nei vari spazi: professionali, ludici, d’acquisto, di studio e così via.

Oggi forse si fa fatica a comprendere del tutto le potenzialità di questa rivoluzione ma qualcosa possiamo intuire pensando al mondo del gaming.

Gli ambienti di gioco sono diventati prima di tutto degli spazi sociali, seppur virtuali, dove si trascorrono ore con amici o sconosciuti con cui si condividono interessi e passioni. I canali sono i luoghi in cui, non solo per i più giovani, si creano opportunità di incontro, confronto, collaborazione.

Perché dovremo aspettare per provare il metaverso?

Come in ogni innovazione tecnologica rivoluzionaria che si rispetti occorrerà aspettare prima di assistere a una sua larga diffusione.

Nel caso del metaverso le motivazioni non sono legate esclusivamente ai costi ma anche agli aspetti tecnici legati alla fruizione stessa dell’esperienza tramite i dispositivi.

Il problema principale sembrerebbe quello della “latenza”, ovvero quello scarto temporale tra connessione cerebrale e strumento che in fase sperimentale starebbe procurando ai tester dei lievi disturbi fisici, come la nausea e/o il mal di testa. Cosa che non può essere trascurata, ma al contrario necessita di maggiori accorgimenti.

Un tema affascinante che vedrà lavorare a braccetto le neuroscienze con la tecnologia per rendere possibile questo passaggio epocale in sicurezza e a tutela del nostro benessere.

Come il content marketing potrà facilitare l’esperienza e la diffusione del metaverso

La macchina del content marketing si sta già facendo carico della responsabilità di: informare, spiegare, aggiornare, incuriosire, coinvolgere, avvicinare al metaverso i suoi futuri player.

Chi approderà nel metaverso? Tutti noi, nessuno escluso! Più o meno sensibili al tema, capaci o poco avvezzi all’uso “spinto” della tecnologia, curiosi esploratori o passivi fruitori delle opportunità del web.

Per avere il polso di ciò che sta già avvenendo possiamo procedere con alcune constatazioni legate all’interesse sul tema non solo degli addetti ai lavori.

Se consulti Google Trends noterai un interesse costante di ricerca con precise impennate in coincidenza delle conferenze stampa e degli aggiornamenti delle big company tech. La curiosità si sta facendo strada e si traduce costantemente in nuove query.

Rimanendo in tema di ricerca di keyword, sono altrettanto strabilianti i risultati su LinkedIn, in cui compaiono ben 7.500 risultati digitando “metaverse”. A riprova che i professionisti ne parlano e hanno deciso di inserire sul proprio profilo questo termine perché vi lavorano o più semplicemente ne sono attratti.

Qualcosa di simile accade su Twitter e Instagram con #metaverse.

Esiste, inoltre, un focus di notevole interesse con approfondimenti e aggiornamenti costanti anche da parte dei media tradizionali. “Forbes”, per esempio, vi ha dedicato una rubrica.

Questi contenuti oggi ci consentono di accostarci gradualmente a una nuova dimensione di esperienza, di prepararci per comprenderne le dinamiche e le competenze utili per esserci e fruirne in modo ottimale quando sarà il momento.

Alcune aziende si stanno già cimentando in una fase di sperimentazione non solo sul fronte meramente pubblicitario ma anche creativo.

Il fenomeno Animal Crossing di Nintendo ci ha mostrato come a partire da uno spazio sociale virtuale si possa condividere con gli altri la propria creatività.

Star Wars, ad esempio, ha creato un’isola all’interno del gioco Fortnite che ha permesso agli utenti di guardare un filmato, o ancora nello stesso contesto di gioco, il DJ Marshmello si è esibito davanti a 11 milioni di spettatori virtuali.

Largo, dunque, alla creatività e alla fantasia! Dove le esperienze in real life, online e virtuale si integrano e arricchiscono rispettivamente.

Quale content marketing funzionerà nel metaverso?

Si intravedono, pertanto, le prime sfide per i creatori di contenuti.

Nel metaverso, che possiamo immaginare come un luogo in cui tutti avranno un avatar 3D per lavorare, giocare, studiare, o dedicarsi a qualsiasi altra attività, che tipo di contenuti sarà più indicato?

Che caratteristiche e competenze dovranno possedere i nuovi content creator? I professionisti del marketing si stanno già facendo carico di questo processo di trasformazione.

La funzione del content creator oggi probabilmente è assimilabile a quella di un “early adopter”, come lo chiamerebbe Seth Godin. Effettivamente provare, sperimentare per avere il tempo di sbagliare e ritarare il tiro sarà raccomandabile per:

  • non perdere pubblico e quote di mercato;
  • canalizzare energie e investimenti economici;
  • ottenere risultati coerenti con gli obiettivi di immagine e di business.

Ai brand sarà richiesto di ripensare la propria comunicazione in un contesto che annovera le tre dimensioni. I professionisti del marketing dovranno accogliere e integrare la tecnologia emergente a una velocità maggiore con competenze tecniche che attualmente molti degli addetti ai lavori devono implementare.

Leggi anche: Da Second Life a Metaverso: aspettative e cambiamenti

Il punto di partenza come sempre sarà rappresentato dall’analisi delle buyer personas perché soprattutto nelle prime fasi di sviluppo sarà decisivo individuare accuratamente il target di riferimento.

La sfida che è stata raccolta dai professionisti del marketing è immediata e di grande responsabilità.

Prevede un impegno preciso su due fronti:

  1. studiare la tecnologia, comprenderne le potenzialità d’espressione e formarsi per farsi trovare pronti al momento del lancio;
  2. continuare a sensibilizzare, divulgare e formare con i propri contenuti gli utenti che vorranno accogliere e guidare nel metaverso.

Sulla base dei primi esperimenti in casa Facebook, o meglio Meta, è possibile immaginare che i content creator saranno sollecitati a produrre contenuti multimediali capaci di creare esperienze emotive immersive e coinvolgenti.

Le parole chiave nel metaverso saranno engagement e community

Diventa più comprensibile l’ingente investimento tecnico e di sostegno ai gruppi Facebook, che spesso hanno fatto discutere nell’ultimo anno, circa le scelte di Mark Zuckerberg.

L’attenzione degli user nel metaverso si misurerà con metriche, probabilmente, molto simili a quelle che oggi adottiamo per valutare l’andamento di una community.

Il content marketing diventerà sempre più relazione ma anche intrattenimento tra creator e partecipanti.

La caccia all’attenzione si strutturerà su nuove regole e strategie di contatto sempre più sincrone e istantanee, qualcosa di molto simile a una chat.

Ai content creator il compito di integrare strumenti ed esperienze, tradizione e innovazione per facilitare l’esperienza e l’accesso al metaverso.

 

Biografia

Psicologa, IT senior recruiter and career coach, nel suo lavoro è abituata ad ascoltare e ad aiutare gli altri a raccontare e scrivere la propria storia personale e professionale. Dirige il blog Lavoro con Stile da poco più di due anni ed è una delle community manager di socialgnock CARRIERE in cui è attivo un delizioso bookclub con appuntamento mensile.

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